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URBAN.OPINIONS I

Una domanda, cinque risposte:

I.

MOTS I Visual Art Duo

Tra Portogallo, Polonia e Germania

“L’arte urbana dovrebbe apportare qualcosa di nuovo al luogo in cui viene eseguita, in particolar modo i murales su larga scala, avendo questi un impatto visivo enorme, in maniera simile a quello che fa l’architettura del paesaggio. Dovrebbe pertanto comprendere non solo l’espressione artistica, ma anche il contesto culturale e sociale. L’ultimo muro che abbiamo dipinto a Lisbona ne è un esempio: le dimensioni del dipinto murale, alto undici piani, ha di per sé una presenza pubblica tale che ignorarne l’ambiente e il contesto potrebbe risultare invasivo e farlo diventare solo un fastidio visivo. Sapendo che le opere d’arte non possono rispondere sempre al gusto di ognuno, chi vive in quella zona o ci passa accanto sarà costretto a vederlo ogni giorno, mentre noi facciamo solo il nostro lavoro e ce ne andiamo; ci troviamo pertanto ad affrontare queste domande e responsabilità. Detto ciò, pensiamo che l’arte urbana rompa la divisione fra l’artista e l’osservatore; porta tocco umano e carattere presso il pubblico, a quello che spesso viene definito un non-spazio, in cui i muri e gli edifici sono in primo luogo ciò che ci separa dagli altri”.

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Immagini © Artists

II.

MAJA HÜRST

Zurigo, Svizzera / Berlino, Germania

“Lo scambio. Idealmente fa fermare le persone nel momento presente e le fa parlare nella vita reale. Penso sia molto importante che le persone non perdano la capacità di interagire senza il filtro di uno schermo”. 

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Immagini © Artista

III.

BASIK

Rimini, Italia

“Penso che l’arte urbana non sia molto diversa dall’arte contemporanea in generale. Per me è solo più collegata al contesto e, ovviamente, ha una vita più breve rispetto ai dipinti e alle tele eseguiti in uno studio, o a qualsiasi altra cosa prodotta per essere esposta in una galleria o in un museo. In un certo senso è letteralmente molto più contemporanea di qualsiasi altra forma di arte attuale perché vive, agisce e decade in un periodo di tempo assolutamente presente.

Detto ciò, l’arte urbana dovrebbe fare attivare la mente di chi la osserva e fargli mettere in dubbio ciò che si trova davanti, provocarlo persino, ma sempre in modo intelligente e discreto, per lasciare che le persone usino il pensiero critico e abbiano i propri pensieri, anziché fornirgli una risposta pigra a cui conformarsi.

È anche il motivo per cui non mi reputo un grande fan dell’arte urbana che vuole avere a tutti i costi un messaggio sociale: prima di tutto perché nell’era dei social media, pieni di attivismo superficiale, noto che è davvero facile sembrare ridondanti e, ad essere onesto, trattare  con condiscendenza l’osservatore a lungo andare; e in secondo luogo perché di sicuro ci vuole molto più di un murales per fare cambiare idea alle persone, quindi mi piace quando questo approccio viene portato avanti in maniera molto intelligente, anche se temo che sia qualcosa che accade di raro”.

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Immagini © Artist and Anna Kooris

IV.

ELFO

Firenze, Italia

“Credo che l’arte di strada in passato abbia aiutato a distrarre dalla monotonia quotidiana. Oggi deve servire per distrarre dall’asfissia della rete”.

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Immagini © Artista e Nicolo Taglia

V.

MICHAEL BEERENS

Parigi, Francia

“Credo che per poter rispondere a questa domanda sia prima necessario definire l’arte urbana. Se definiamo l’”arte urbana” come un’arte che si trova in un luogo pubblico, è importante sapere che è composta da diversi movimenti. Per cominciare c’è l’arte urbana “legale” (ad esempio il muralismo) e quella “illegale”. Ciascun movimento ha le sue motivazioni e la propria storia.

Personalmente, ho iniziato a dipingere per strada grazie ai graffiti e all’hip-hop. Sono cresciuto nella periferia parigina durante gli anni ‘90, e il movimento dei graffiti andava molto di moda all’epoca. Al tempo il mio lavoro era molto egoistico; volevo scrivere il mio nome ovunque e mi piaceva la scarica di adrenalina che provavo nelle sessioni notturne. Poi ho capito che c’era un pubblico che vedeva le mie opere e che potevo scrivere qualcos’altro oltre al mio nome, lanciare un messaggio, comunicare  con il pubblico tramite il dipinto.

È a quel punto che ho iniziato a creare opere con un messaggio, spesso legato all’ecologia, perché è un argomento a cui tengo da quando sono bambino, e ho avuto l’impressione che l’arte urbana fosse l’ideale a questo scopo, non essendoci un intermediario fra me e il pubblico, e quindi nessuna censura.

Credo che la bellezza dell’arte urbana (illegale) sia proprio la possibilità di essere completamente liberi di fare quello che si vuole (finché non ti beccano).

Oggi il mio lavoro è principalmente legale perché mi vengono commissionati murales o tele, oppure tengo dei workshop nelle scuole. Crescendo sono passato dalle proteste alla sensibilizzazione, ma dipingere è ancora il mio mezzo principale.

Credo che ogni ramo di questo movimento sia importante: a volte sfida le norme, a volte  crea identità in un luogo, a volte porta gioia grazie al colore, e molto altro. L’arte è importante per la società, e mi sembra necessario il fatto che sia visibile a tutti”.

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Novembre 2021

di Laura Vetter

One question – Five answers:

I.

MOTS I Visual Art Duo

Between Portugal, Poland and Germany

“Urban art should contribute to its location, specifically large-scale murals, since they have a huge visual impact in a similar way that landscape architecture does. Therefore, it should encompass not only artistic expression but also social and cultural context. The last wall we painted in Lisbon is an example of this: the scale of the mural, eleven floors high, has such a public presence on its own that ignoring its surroundings and context could be invasive and only result in visual noise. Knowing that every artwork doesn’t fit everyone’s taste, people who live there or pass by will see it every day, and we just do our work and leave, we are faced with these questions and this responsibility. With this said, we think urban art breaks the division between the artist and the observer; it brings more human touch and character to the public, often to so called no-space, where walls and buildings are mainly what separates us from others.”

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II.

MAJA HÜRST

Zurich, Switzerland / Berlin, Germany

Exchange. Ideally, it makes people stop in the here and now and talk to each other in real life. I think it’s very important that people do not lose the ability to interact without the filter of a screen.” 

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Pictures © Artist

III.

BASIK

Rimini, Italy

“I think that urban art is not that different from contemporary art in general. To me, it just comes with a greater connection to context and, of course, a shorter lifespan than studio paintings, canvases or anything meant for a gallery or museum. In a way, it is literally much more contemporary than any other form of current art because it lives, functions, and decays in an absolute present timeframe.

That being said, urban art should make viewers exercise their mind and question what is in front of them, even to provoke but always in a clever and subtle way, to let people use critical thinking and have their own thoughts instead of just giving them a lazy answer to adhere to.

That is also why I’d say that I am not a big fan of urban art carrying a social message at all costs: first, because, in the era of social media filled with superficial activism behavior, I notice that it is really easy to look redundant, and, to be honest, to forcibly patronize the viewer in the long run; and second, because it surely takes much more than a mural to change people’s minds, so I like when such approach is done in a really clever way, even though I’m afraid it’s something that rarely happens.”

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IV.

ELFO

Florence, Italy

“I believe that street art in the past has helped to distract from the daily monotony. Today it must serve to distract from the asphyxiation of the web.”

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V.

MICHAEL BEERENS

Paris, France

I believe that to answer this question, we have to start by defining urban art.

If we define ‘urban art’ as art that is in the public space, you should know that there are several movements in urban art. To begin with, there is ‘legal’ urban art (like muralism, for example) and ‘illegal’ urban art. Each movement has its own motivations and its own history.

Personally, I started painting in the streets thanks to graffiti and hip-hop. I grew up in the Parisian suburbs in the ‘90s, and the graffiti movement was very fashionable at that time. My work at the time was quite selfish; I wanted to write my name everywhere, and I liked the adrenaline rush of the night sessions. Then I understood that there was an audience that saw my paintings and that I could write something other than my name, get a message across, communicate with the audience through the painting.

It is there that I started to paint paintings with messages, often in connection with ecology, because it is a subject I have been passionate about since childhood, and I had the impression that urban art was ideal for that because there was no intermediary between me and the public, and therefore no censorship.

I believe that the beauty of (illegal) urban art is precisely to be totally free to do what you want (as long as you don’t get caught).

Today, my work is mainly legal because I have orders to make walls or canvases, or to run workshops in schools. As I’ve gotten older, I’ve gone from protesting to raising awareness, but painting is still the main path.

I believe that each branch of this movement is important: sometimes it challenges the rules, sometimes it creates an identity in a place, sometimes it brings joy thanks to the color and much more. Art is important for a society, and the fact that it is visible to everyone seems to me necessary.”

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November 2021

by Laura Vetter

Eine Frage, fünf Antworten:

I.

MOTS I Visual Art Duo

Zwischen Portugal, Polen and Deutschland

“Städtische Kunst sollte einen Beitrag zu ihrem Standort leisten, insbesondere großformatige Wandmalereien, da sie ähnlich wie die Landschaftsarchitektur eine große visuelle Wirkung haben. Daher sollte sie nicht nur den künstlerischen Ausdruck, sondern auch den sozialen und kulturellen Kontext mit einbeziehen. Die letzte Wand, die wir in Lissabon bemalt haben, ist ein Beispiel dafür: Das elf Stockwerke hohe Mural hat eine derartige öffentliche Präsenz, dass eine Vernachlässigung der Umgebung und des Kontexts invasiv wäre und nur zu visuellem Lärm führen würde. Da wir wissen, dass nicht jedes Kunstwerk jedermanns Geschmack trifft, dass die Menschen, die dort wohnen oder vorbeigehen, es jeden Tag sehen werden, und dass wir nur unsere Arbeit machen und wieder gehen, stehen wir vor diesen Fragen und dieser Verantwortung. Wir sind der Meinung, dass urbane Kunst die Trennung zwischen dem Künstler und dem Betrachter aufhebt; sie bringt mehr menschliche Berührung und Charakter in die Öffentlichkeit, oft in den so genannten “No-Space”, in dem Mauern und Gebäude hauptsächlich das sind, was uns von anderen trennt.”

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II.

MAJA HÜRST

Zürich, Schweiz / Berlin, Deutschland

“Austausch. Im Idealfall bringt es die Menschen dazu, im Hier und Jetzt innezuhalten und im echten Leben miteinander zu reden. Ich denke, es ist sehr wichtig, dass die Menschen nicht die Fähigkeit verlieren, ohne den Filter eines Bildschirms zu interagieren.”

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III.

BASIK

Rimini, Italien

“Ich denke, dass sich urbane Kunst nicht so sehr von zeitgenössischer Kunst im Allgemeinen unterscheidet. Für mich hat sie einfach einen größeren Bezug zum Kontext und natürlich eine kürzere Lebensdauer als Studiogemälde, Leinwände oder alles, was für eine Galerie oder ein Museum bestimmt ist. In gewisser Weise ist sie buchstäblich viel zeitgenössischer als jede andere Form aktueller Kunst, weil sie in einem absolut gegenwärtigen Zeitrahmen lebt, funktioniert und verfällt.
Abgesehen davon sollte urbane Kunst den Betrachter dazu bringen, seinen Verstand zu trainieren und zu hinterfragen, was vor ihm liegt, sogar zu provozieren, aber immer auf eine kluge und subtile Art und Weise, damit die Menschen kritisch denken und sich ihre eigenen Gedanken machen können, anstatt ihnen nur eine faule Antwort zu geben, an die sie sich halten müssen.
Das ist auch der Grund, warum ich sage, dass ich kein großer Fan von urbaner Kunst bin, die um jeden Preis eine soziale Botschaft transportiert: Erstens, weil ich merke, dass es im Zeitalter der sozialen Medien, die voll von oberflächlichem Aktivismusverhalten sind, sehr leicht ist, redundant zu wirken und, um ehrlich zu sein, den Betrachter auf Dauer zu bevormunden; und zweitens, weil es sicherlich viel mehr braucht als ein Wandbild, um die Meinung der Leute zu ändern, daher mag ich es, wenn ein solcher Ansatz auf wirklich clevere Weise umgesetzt wird, auch wenn ich fürchte, dass das nur selten passiert.”

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IV.

ELFO

Florenz, Italy

“Ich glaube, dass Street Art in der Vergangenheit dazu beigetragen hat, von der täglichen Monotonie abzulenken. Heute muss sie dazu dienen, von der Erstickung durch das Web abzulenken.”

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Bilder © Artist and Nicolo Taglia

V.

MICHAEL BEERENS

Paris, Frankreich

“Ich glaube, um diese Frage zu beantworten, müssen wir damit beginnen, urbane Kunst zu definieren.

Wenn wir ‘urbane Kunst’ als Kunst im öffentlichen Raum verstehen, muss man wissen, dass es verschiedene Bewegungen in der urbanen Kunst gibt. Zunächst einmal gibt es “legale” urbane Kunst (wie z. B. Wandmalerei) und “illegale” urbane Kunst. Jede Bewegung hat ihre eigenen Beweggründe und ihre eigene Geschichte.

Ich persönlich habe dank Graffiti und Hip-Hop angefangen, auf der Straße zu malen. Ich bin in den 90er Jahren in den Pariser Vororten aufgewachsen, und die Graffiti-Bewegung war damals sehr in Mode. Ich wollte meinen Namen überall hinschreiben und mochte den Adrenalinrausch der nächtlichen Sessions. Dann verstand ich, dass es ein Publikum gab, das meine Bilder sah, und dass ich etwas anderes als meinen Namen schreiben konnte, eine Botschaft vermitteln, mit dem Publikum durch das Bild kommunizieren.

Dort begann ich, Bilder mit Botschaften zu malen, oft im Zusammenhang mit dem Thema Ökologie, denn das ist ein Thema, für das ich mich seit meiner Kindheit begeistere, und ich hatte den Eindruck, dass die urbane Kunst dafür ideal ist, weil es keinen Vermittler zwischen mir und der Öffentlichkeit und somit keine Zensur gibt.

Ich glaube, das Schöne an der (illegalen) urbanen Kunst ist, dass man völlig frei ist und machen kann, was man will (solange man nicht erwischt wird).

Heute ist meine Arbeit hauptsächlich legal, weil ich Aufträge habe, Wände oder Leinwände zu gestalten oder Workshops in Schulen durchzuführen. Als ich älter wurde, bin ich vom Protest zur Bewusstseinsbildung übergegangen, aber das Malen ist immer noch der Hauptweg.

Ich glaube, dass jeder Zweig dieser Bewegung wichtig ist: Manchmal fordert er die Regeln heraus, manchmal schafft er eine Identität an einem Ort, manchmal bringt er Freude dank der Farbe und vieles mehr. Kunst ist wichtig für eine Gesellschaft, und die Tatsache, dass sie für alle sichtbar ist, scheint mir notwendig.”

Website michaelbeerens.fr Instagram michaelbeerens  

Bilder © Artist

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November 2021

Laura Vetter